In Occidente storicamente la nascita della Psicologia e Psicoterapia del Profondo è stata accompagnata da una parallela e sempre maggior attenzione, traduzione e diffusione dei testi dello Yoga, a partire dagli Yoga Sutra di Patanjali.

Questo fenomeno così significativo quanto sottovalutato viene interpretato, con la  grandissima lungimiranza che lo distingue, da C. G. Jung, padre della Psicologia e Psicoterapia del Profondo e intelligenza di riferimento del movimento New Age che vide nei suoi studi uno dei primi e più importanti punti di collegamento e tentativi di sintesi fra il pensiero occidentale e il pensiero orientale.

Dopo un suo famoso viaggio in India Jung così si esprime rispetto all’influenza del pensiero orientale che sente crescere:

“Se guardiamo ad Est un destino travolgente si sta affacciando a noi dopo che abbiamo conquistato politicamente ed economicamente l’Oriente. Cosa accadde a Roma dopo aver soggiogato militarmente le terre del Medio Oriente?

Lo Spirito dell’Oriente entrò a Roma sotto forma dei suoi Dei: Iside e  Mithra innanzitutto, e il cristianesimo stesso, combattuto, deriso e poi capace di lasciare un’impronta indelebile nella psiche e nella cultura occidentale, non senza il bisogno di secoli e secoli per essere elaborato.

Saremo ciechi come i primi Romani che inizialmente videro in questi culti solo superstizione e ombre e poi vennero travolti?

Sapremo cercare una sintesi?

Io so che il nostro inconscio di occidentali si sta impregnando del simbolismo che sta premendo da Oriente, dallo Spirito dell’Oriente alle porte.”

Dalla sua nascita la Psicologia e Psicoterapia del Profondo proprio attraverso le intuizioni e il lavoro di Jung è consapevole delle straordinarie potenzialità (ma anche dei rischi) offerte dall’incontro, innanzitutto nella nostra psiche, fra Occidente e Oriente.

Lo stesso Yoga nel suo allineare teoria e pratica è forse la punta più avanzata di quell’esperienza conoscitiva e trasformativa che è fondamento e percorso anche della Psicologia e Psicoterapia del Profondo, da qui il tentativo di una lettura integrata fra approcci che appaiono paralleli e capaci di ulteriori incontri nell’ambito del benessere e di una piena educazione psichica dell’essere umano ben integrato.

Ma confondere, come spessissimo avviene, le classi di yoga con l’aerobica, i massaggi, il fitness o il contemporaneo culto del corpo trascurando così gli aspetti psicologici profondi e trasformativi non solo è un goffo tentativo di rimuovere l’aspetto spirituale di questa antica disciplina, è innanzitutto un rischio specifico per la psiche occidentale.

il seguire le idee che arrivano da Oriente in modo acefalo e superficiale infatti non fa altro che sottolineare la nostra paura tutta occidentale di approfondire e conoscere noi stessi.

E possono paradossalmente rendere questa esperienza uno strumento per allontanarsi ancor più da sé.

Rischio innanzitutto di banalizzare e sottovalutare gli effetti della pratica, così come contemporaneamente sono banalizzati e superficializzati i vissuti profondi in questa nostra cultura occidentale dell’immagine e dello spettacolo, dove la Psiche è vista sempre più come qualcosa da negare, rimuovere o temere.

Quello che in Oriente è Yama e Niyama in Occidente potrebbe chiamarsi educazione di sé attraverso una psicoterapia del profondo.

Yoga e Psicoterapia del Profondo sono strumenti ed esperienze che possono e dovrebbero andare nella stessa direzione comune, incontrandosi e sostenendosi a vicenda soprattutto per noi occidentali: direzione di conoscenza, crescita, sintesi.

In collaborazione con dayoga.it
 

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