“Ci vuole molto impegno per lavorare su si sé, e non è sempre facile trovare il tempo necessario; e altrettanto impegno richiedono le relazioni sentimentali e sociali… Come in ogni altro campo un giusto investimento di risorse ed energie è fondamentale per raccogliere risultati e soddisfazioni.

Nella vita contemporanea bisogna proteggere e difendere con attenzione i momenti dedicati alla vita interiore, alla propria psicosintesi, così come è fondamentale coltivare buone e sane relazioni. Non è un dilemma teorico, ma un problema esclusivamente pratico. In realtà non si può meditare dieci ore al giorno: è inutile e forse pericoloso.

Proprio la meditazione ad esempio è più intensiva che estensiva; un quarto d’ora, mezz’ora di meditazione intensiva è sufficiente per una giornata. Si tratta di riservarsi ogni giorno un’ora sacra da dedicare alla meditazione, alla lettura, alla vita interiore: di dare a Dio quello che è di Dio, per parlare simbolicamente, ossia di dare allo spirito quello che è dello spirito, alla psicosintesi quello che merita e richiede la psicosintesi. Il resto del tempo si applicherà nella vita pratica. La vita interiore e la vita pratica non vanno contrapposte ma armonizzate ed alternate saggiamente

La complessità dei rapporti umani è data dal fatto che siamo un gruppo di subpersonalità di fronte ad un altro gruppo di subpersonalità. Non ci  si rende abbastanza conto di questa continua molteplicità: è questa che complica la vita, soprattutto nei rapporti personali. Quando Giovanni parla con Giuseppe, ci sono tre Giovanni che parlano con tre Giuseppe, e anche di più, quindi si hanno reazioni molteplici e spesso anche contraddittorie. L’uno non esclude l’altro, non si tratta di coperture o ipocrisie; sono tutti autentici, reali, genuini, spontanei. Poi interviene l’azione di equilibrare, di sublimare l’uno, di sviluppare l’altro, ma in partenza c’è un caos di elementi tutti reali.

Questo vale anche quando siamo attratti da un’altra persona: l’io sentimento sente un’attrazione spontanea e irrazionale, ma allo stesso tempo, ai vari livelli ci possono essere  reazioni contrastanti verso la stessa persona cioè verso quel complesso di elementi che si chiama Maria o Giovanna. Non esiste Maria ma una congerie di aspetti, ad esempio un corpo bello, un sentimento attraente, una mentalità deficiente, un atteggiamento egoistico e prepotente, verso i quali si possono avere reazioni diverse e contrastanti.

Da qui la difficoltà dei rapporti: bisogna guardare da spettatore  che cosa ci attira e che cosa ci respinge in quella persona e fare un bilancio. Se risulta positivo allora si dovranno accettare generosamente le deficienze, in quanto l’altra parte prevale, se negativo sarà bene dire di no e vincere l’attrazione. I difetti ci sono in tutti, nessuno è perfetto…

E’ sempre bene in tutti i rapporti umani, per quanto è possibile, andare in fondo a noi stessi ed aiutare gli altri a fare altrettanto. In generale nessuno vede chiaro in se stesso, poiché c’è tutta una confusione da cui si rifugge che porta a vivere in superficie. La prima cosa è imparare a vivere a tre dimensioni e non più a due: la psicoanalisi fa vivere a due (solo in basso), la psicosintesi fa vivere a tre, cioè la dimensione verticale sia in basso che in alto.

Quindi è bene vivere a tre dimensioni e aiutare gli altri a riconoscere che c’è la terza dimensione della psiche…”

R. Assagioli