Non è possibile vivere troppo a lungo nell’ambiente della propria infanzia o in seno alla famiglia di origine senza che questo costituisca un certo pericolo per la salute della psiche, per il suo sviluppo armonioso e le sue potenzialità evolutive.

La vita chiama la persona fuori, verso l’indipendenza, e colui che per indolenza o timidezza infantili non obbedisce a questo appello è minacciato di nevrosi, si sente bloccato, in conflitto con se stesso.

Una volta strutturata e radicata, la nevrosi diverrà progressivamente una ragione sempre più valida per fuggire l’incontro e la lotta con la vita e rischiare di rimanere impigliati per sempre nell’atmosfera psicologicamente velenosa e invischiante dell’infanzia, risucchiando enormi energie e deformando la capacità di volere, di coltivare e stare in relazioni sane, di auto-determinare e realizzare se stessi.

Come una pianta che non possa crescere oltre i limiti rigidi e immutabili del vaso nella quale è stata piantata e sì è sviluppata, o come qualsiasi uccello che debba lasciare prima o poi il nido per non rischiare che si riempia dei suoi stessi soffocanti escrementi, così la nostra personalità per non deformarsi ha bisogno di uno spazio psichico individuale, sano, flessibile e nutriente.

La psicoterapia è un mezzo efficace per trovare questo spazio.