Ci sono momenti in cui il senso di solitudine ci irrigidisce e ci blocca, consumando le nostre energie emotive e soprattutto la nostra creatività. Ci sono momenti in cui è la solitudine a saltarci addosso, per incomprensioni, delusioni o perché la vita stessa ci mette in un angolo e momenti in cui ci isoliamo, cercando la solitudine, per proteggerci e ritrovare il nostro spazio.

Questo vale anche per il silenzio: solitudine e silenzio sono così due coordinate dell’incontro con noi stessi e col mondo. Ma è un incontro che può, come lo sguardo di Medusa, pietrificare e consumare le nostre energie e la nostra anima.

Roberto Assaggioli, fondatore della Piscosintesi fu arrestato durante il regime fascista per le sue attività pacifiste e internazionaliste nel 1940; durante la sua prigionia scrisse “Libertà in prigione“:

“Capii che ero libero di assumere uno fra molti atteggiamenti nei confronti di questa situazione, che potevo darle il valore che volevo io, e che stava a me decidere in che modo utilizzarla in modo creativo.

Potevo ribellarmi internamente e imprecare; oppure potevo rassegnarmi passivamente e vegetare; potevo lasciarmi andare ad un atteggiamento malsano di autocompatimento e assumere un ruolo di martire; potevo affrontare la situazione con un atteggiamento sportivo e con senso dell’umorismo, considerandola un’esperienza interessante e creativa.

Potevo trasformare questo periodo in una fase di riposo, in un’occasione per riflettere tanto sulla mia situazione personale – considerando la vita vissuta fino ad allora – quanto su problemi scientifici e filosofici; oppure potevo approfittare creativamente della situazione per fare un allenamento psicologico di qualche genere; infine, potevo farne un ritiro spirituale.

Ebbi la percezione chiara che l’atteggiamento che avrei preso era interamente una decisione mia: che toccava a me scegliere uno o molti fra questi atteggiamenti e attività; che questa scelta avrebbe avuto determinati effetti, che potevo prevedere e dei quali ero pienamente responsabile. Non avevo dubbi su questa libertà essenziale e su questa facoltà e sui privilegi e le responsabilità che ne derivavano.”

Solitudine e silenzio, libertà e creatività si intrecciano come trama ed ordito offrendoci la possibilità di esprimerci, conoscerci, aumentare ed alimentare la nostra consapevolezza, ma è fondamentale che questo tessuto non si disfaccia né si creino nodi o strappi.

La solitudine sostiene la creatività, la libertà di creare dà un senso alla solitudine (così come il silenzio dona senso alla voce e alle parole) e un buon rapporto con noi stessi, una personalità sana ed armonica è lo strumento, il telaio che crea il tessuto variegato e multicolore della nostra vita e che ci permette di incontrare la variegata e multicolore realtà e vita degli altri.

Psicologo Psicoterapeuta specializzato in Psicosintesi Terapeutica - Modena
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