Solitudine e Creatività

Ci sono momenti in cui il senso di solitudine ci irrigidisce e ci blocca, consumando le nostre energie emotive e soprattutto la nostra creatività. Ci sono momenti in cui è la solitudine a saltarci addosso, per incomprensioni, delusioni o perché la vita stessa ci mette in un angolo e momenti in cui ci isoliamo, cercando la solitudine, per proteggerci e ritrovare il nostro spazio.

Questo vale anche per il silenzio: solitudine e silenzio sono così due coordinate dell’incontro con noi stessi e col mondo. Ma è un incontro che può, come lo sguardo di Medusa, pietrificare e consumare le nostre energie e la nostra anima.

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Ho Paura, e adesso?

Ho paura sì, e forse adesso persino paura di aver paura… e forse ancora vergogna e confusione, provo incertezza e angoscia, sono attento a non sbagliare ma vivo in perenne stato di allerta e sento che tutto questo cresce in me, e si autoalimenta, come un serpente che si morde la coda. E vorrei tanto evitare tutto questo.

Ma mentre mi chiedo come fare, l’unico vero e assoluto rischio è bloccarmi, che la vita, l’energia, la psiche, l’anima la linfa che mi sostiene e dà significato e senso a ciò che sono e faccio, si irrigidisca, si cristallizzi, mi lasci svuotato e pietrificato, forse con la sensazione di poter sopravvivere ancora, ma certamente arido, secco, desertificato e solo.

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Yoga e Psicoterapia

In Occidente storicamente la nascita della Psicologia e Psicoterapia del Profondo è stata accompagnata da una parallela e sempre maggior attenzione, traduzione e diffusione dei testi dello Yoga, a partire dagli Yoga Sutra di Patanjali.

Questo fenomeno così significativo quanto sottovalutato viene interpretato, con la  grandissima lungimiranza che lo distingue, da C. G. Jung, padre della Psicologia e Psicoterapia del Profondo e intelligenza di riferimento del movimento New Age che vide nei suoi studi uno dei primi e più importanti punti di collegamento e tentativi di sintesi fra il pensiero occidentale e il pensiero orientale.

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Il Punto di Svolta nel Nostro Sviluppo Psichico

Forse non tutti ne abbiamo consapevolezza ma oggi tra i 30 e i 40 anni si svolge una parte delicatissima e fondamentale dello sviluppo psichico e personale di ognuno di noi. Se fino a qualche decennio fa la vita adulta, con le sue responsabilità, verso noi stessi e la società, doveva iniziare poco dopo il termine degli studi e culminava coll’ingresso nel mondo del lavoro e con la costituzione di solide relazioni affettive, matrimonio e figli, oggi gli equilibri richiesti alla nostra psiche sono ben più complessi.

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Uno Spazio (Psichico) Sano

Non è possibile vivere troppo a lungo nell’ambiente della propria infanzia o in seno alla famiglia di origine senza che questo costituisca un certo pericolo per la salute della psiche, per il suo sviluppo armonioso e le sue potenzialità evolutive.

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Posso ancora Cambiare?

Fino a non molto tempo fa un dogma campeggiava nello studio scientifico del cervello: finita la maturazione dell’adolescenza il cervello rimane uguale a se stesso per tutta la vita, fino alla graduale degenerazione senile. Tutto ciò contrastava fortemente con ciò che si poteva osservare in ogni psicoterapia riuscita: che cioè è possibile un cambiamento profondo degli atteggiamenti umani, delle nostre credenze e dei nostri valori, del nostro modo di vivere; che è possibile un superamento di molti nostri limiti e patologie.

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Esploratori di Noi Stessi

La scoperta della nostra ignoranza è inizio per tutti noi della conoscenza (come lo è in geografia, astronomia e in tutte le scienze) e per questo è bene avere un’idea di quanto ignoriamo solitamente della psiche e delle nostre dinamiche di personalità. Non sapendo di non sapere rimaniamo in balia della società, dei condizionamenti, delle aspettative altrui.

Il fatto è che con ogni probabilità ci troviamo ancora ad uno stadio molto basico o, ad essere ottimisti, abbiamo appena raggiunto le soglie della comprensione di noi stessi per quanto riguarda la coscienza e l’utilizzo dei nostri spazi e facoltà interiori.

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Ritrovare l’Anima

Gli antropologi descrivono una condizione, presso i popoli cosiddetti primitivi, chiamata “perdere l’anima”, in cui l’individuo è estraniato da sé, non riesce più a ritrovare contatto, né all’esterno, con gli esseri umani, né all’interno, con se stesso.

È incapace di partecipare alla vita sociale, ai riti e alle tradizioni: sono cose morte per lui e lui è morto per loro.

Il legame con la famiglia, con il tempo e con la natura è scomparso. Finché non si riapproprierà della sua anima, quell’uomo non è più veramente umano.

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Cambiare per Crescere

In questo brevissimo racconto Omraam Mikhaël Aïvanhov ci ricorda quanto sia importante saper rischiare per cambiare e crescere, uscendo finalmente dalla propria confort zone.

C’è da imparare una lezione dal modo in cui il serpente cambia la pelle. Il serpente sente che una nuova pelle si è formata sotto la vecchia e cerca nelle rocce una fessura dove si infila con difficoltà: deve sforzarsi per passare dalla «porta stretta». Quando esce dalla strettoia, ha una pelle nuova, migliore, quella vecchia è stata strappata via.

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Diventare Consapevoli delle Proprie Potenzialità

Tutti ci sforziamo di diventare consapevoli ma più frequentemente di quanto possiamo immaginare sono paure e resistenze a guidare le nostre scelte o meglio, la nostra incapacità di scegliere, di crescere e autodeterminarci.

Semplificando possiamo leggere paure, resistenze e senso di colpa secondo la metafora della gravità e dell’inerzia per un corpo fisico: qualcosa a cui siamo abituati da sempre e di cui sentiamo il peso e la fatica solo quando tentiamo di muoverci, di alzarci, di modificarlo o superarlo.

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Mi Chiedo, Sono Troppo Aggressivo?

“Ognuno deve trovare la propria forma di aggressività, se non vuole farsi trasformare in un’obbediente marionetta manovrata da altri. Solo colui che non si lascia ridurre a strumento della volontà altrui può soddisfare i propri bisogni personali e difendere i propri diritti legittimi.

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